
Creo realmente que nadie ha hecho todavía una definición teórica de este concepto tan acertada. Es más, posiblemente Giorgio Armani haya tomado buena nota de esta frase antes de lanzarse a crear su firma.
Sus prendas son la ejemplificación misma de la idea de elegancia pretendida por Balzaç, porque nadie como él ha sabido crear prendas básicas, y sencillas pero diferentes a todo lo visto antes en el mercado.


Su trabajo en la agencia de representación resulta fundamental, porque le ofrece la oportunidad de conocer de primera mano los productos de calidad importados desde India, Japón y Estados Unidos al universo más fashion de Milán.

El 24 de Julio de 1975 nace la Giorgio Armani Spa. , y al año siguiente presenta su primera colección en la famosa “Sala Bianca” del Palazzo Pitti de Florencia. Sus chaquetas desestructuradas y las aplicaciones de piel en los artículos más casual fueron un éxito rotundo.




Todas las celebrities tienen en su armario alguna prenda suya, y muchas lo eligen también para destacar sobre las alfombras rojas de los eventos más mundanos.Los premios que acreditan su trayectoria profesional son tantos que merecían un post aparte, de ellos destacamos la exposición retrospectiva que le dedicó el Museo Guggenheim en el año 2000 y el hecho de que cuenta con todos los honores que la República italiana puede otorgar a sus ciudadanos más ilustres: “commendatore”(1985), “grand’ ufficiale”(1986) y “gran cavalliere”(1987).

Honoré de Balzaç disse una volta parlando della eleganza che "questa era la scienza di non fare niente uguale agli altri, ma facendo finta di fare tutto nello stesso modo che fanno loro..."
Credo veramente che ancora oggi non c'è stato nessuno a teorizzare su questo argomento in un modo così eloquente. Anzi, é più che probabile che Giorgio Armani prendesse buona nota di quest' aforisma prima di lanciare la sua firma, perché i suoi capi sono esempio tangibile di quella eleganza che tanti anni prima aveva definito Balzaç. Nessuno come Armani ha saputo creare abiti cosi semplici ma allo stesso tempo così diversi da tutto il resto.
É proprio per questo che Giorgio Armani viene considerato inseme a Valentino e Versace uno dei tre re Magi della moda "made in Italy", e si é guadagnato un posto d' onore dentro del Olimpo della moda italiana.
Armani é sinonimo di classicità, di eleganza e buon gusto, magari perché nessuno come lui sa modernizzare le cose più classiche.
É nato l'11 luglio 1934 a Piacenza, cita che lascia per tentare la strada universitaria a Milano. Passa due anni iscritto alla Facoltà di Medicina.
Lasciati gli studi, trova lavoro come "buyer" e "vetrinista" per i magazzini "La Rinascente".
Lavora inoltre come assistente fotografo, prima di accettare un incarico in un ufficio di promozione di una agenzia di moda. Qui ha modo di conoscere, e anche di far conoscere, i prodotti di qualità che provenivano dall' India, dal Giappone o dagli Stati Uniti, introducendo in questo modo elementi tratti da culture straniere nell'"eruocentrico" universo del fashion milanese e dei consumatori italiani.
Nel 1964, senza avere una vera e propria formazione specifica, disegna la collezione uomo di Nino Cerruti. Incoraggiato dal suo amico e partner di avventure finanziarie Sergio Galeotti, lo stilista lascia la Cerruti per diventare un "designer" e consulente "freelance" cosa che li fa avere del tempo per incominciare a preparare la sua propria collezione.
I capi più classici sono reinterpretati da lui, iniziando dalle giacche, fino a quel momento rigide e ingessate, e che diventano leggere quando elimina i supporti interni (imbottiture e controfodere), sposta i bottoni e modifica le proporzioni tradizionali. Arriva anche a reinterpretare persino l' abito da sera a cui leva importanza accostandolo a scarpe con il tacco basso o addirittura a scarpe di ginnastica.
Lo stilista ha una spiccata propensione nell'usare i materiali tradizionali in contesti inaspettati e in combinazioni insolite. I tagli dei suoi capi sono nitidi e puliti fino al rigore che trovano l' appoggio adeguato nel uso d' una personalissima tavolozza di colori freddi che si muove tra il beige e il grigio, e dove trova l' adeguato protagonismo un colore tutto suo il "grege" o "grinch", (una tonalità a metà strada fra il grigio e il sabbia terroso, e che é quasi un segno d' identità del marchio). Naturalmente, il nero, colore assoluto della eleganza, rimane sempre dentro dei suoi colori.
Le sue collezioni sono una sintesi della filosofia orientale che tanto ammira e della cultura classica di cui proviene.
Armani ha sviluppato uno stile inconfondibile, raffinato ma nello stesso tempo perfettamente consono alla vita di tutti i giorni. Di fatto questo, ha fatto di lui lo stilista favorito delle donne e gli uomini d' affare.
I premi e i riconoscimenti al suo lavoro, sono tanti, che avrei bisogno d' un altro post solo per elencarli. Fra tutti questi, meritano essere evidenziati la mostra retrospettiva del 2000 nel Museo Guggenheim, e anche il fatto che ha ottenuto tutti gli onori e i riconoscimenti che la Repubblica Italiana può dare: "commendatore" (1985), "grand ufficiale" (1986) e "grand cavaliere" (1987).
In una recente intervista, interrogato su cosa fosse lo stile, Armani ha risposto: " É una questione di eleganza, non solo di estetica. Lo stile é avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. É trovare la novità e l' invenzione senza ricorrere alla stravaganza. É gusto e cultura".